Ormai i cartoni animati non esistono più. Esistono i film di animazione e pochi di questi prodotti cinematografici ormai riescono a stupire il pubblico come ha fatto Elemental. La Pixar, che è solita trasformare concetti astratti in emozioni tangibili (vedi Up o ancora Shrek) qui ci porta nella metropoli vibrante in cui i personaggi sono gli abitanti dei 4 elementi. Peter Sohn, il regista, ci conduce in un viaggio alla scoperta di come vivono in armonia fuoco, acqua, aria e terra. Al centro di questo universo colorato non c’è solo una sfida tecnica d’animazione, ma una storia profondamente umana che indaga la natura dell’amore e il coraggio di sfidare le leggi della fisica (e della società) per seguirlo.
Elemental: Una Metropoli di Contrasti
Element City è una città costruita su una gerarchia visibile. L’acqua è l’elemento predominante, quello che ha plasmato le infrastrutture della città, mentre il fuoco è l’ultimo arrivato, confinato nel quartiere di Fire Town. È qui che conosciamo Ember, una ragazza di fuoco determinata e dal temperamento “esplosivo”, destinata a ereditare il negozio di famiglia. La sua vita viene stravolta dall’incontro accidentale con Wade, un ispettore idrico sensibile, empatico e, letteralmente, sempre con la lacrima in tasca.

Il cuore pulsante di Elemental risiede nel paradosso della loro esistenza. Lui può spegnerla, lei può farlo evaporare. Questa premessa scientifica diventa la metafora perfetta per raccontare un amore interrazziale e interculturale, ispirato alle esperienze personali di Sohn come figlio di immigrati coreani a New York.
L’Amore tra Elementi: Un Legame Impossibile?
Il fulcro narrativo di Elemental è il superamento del pregiudizio. La famiglia di Ember custodisce un trauma generazionale legato all’integrazione, sintetizzato nel mantra “gli elementi non si mischiano”. Wade, d’altro canto, rappresenta l’apertura, la vulnerabilità e la curiosità.
Il loro legame evolve lentamente, passando dalla diffidenza alla scoperta di una chimica inaspettata. Una delle scene più potenti del film è il loro primo contatto fisico: un momento di tensione pura in cui lo spettatore trattiene il respiro, temendo la reciproca distruzione. Invece, ciò che avviene è una reazione luminosa, una sintesi che dimostra come l’amore non richieda di cambiare la propria natura, ma di trovare un equilibrio tra due mondi opposti.
Come vedremo, questo amore è uno dei più intensi che potrete vedere su Disney+, infatti Elemental è uno dei film che secondo noi dovreste recuperare in piattaforma (se ancora non lo avete visto, ovviamente).
Temi Sociali e Visivi
Oltre alla storia d’amore, Elemental brilla per come affronta il tema del sacrificio filiale. Ember non lotta solo contro i sentimenti per Wade, ma anche contro il senso di colpa verso i genitori, che hanno sacrificato tutto per darle un futuro. È una riflessione sulla pressione di dover essere “grati” che risuona profondamente con chiunque abbia vissuto in una famiglia di immigrati o con forti tradizioni.

Dal punto di vista tecnico, il film è una sfida vinta. Animare personaggi che non hanno una struttura solida, ma sono costantemente in movimento (fiamme che danzano, gocce che fluttuano), richiede una potenza di calcolo e una direzione artistica fuori dal comune. Element City è un tripudio di colori e dettagli, dai grattacieli a forma di cascata ai parchi ricchi di vegetazione rigogliosa curati dagli abitanti della terra.
Perché vedere Elemental?
Nonostante una struttura narrativa che segue i binari classici della commedia romantica, Elemental riesce a distinguersi per la sincerità del suo messaggio. Non è solo un film per bambini; è un’opera che parla agli adulti della paura dell’altro e della bellezza che nasce dall’incontro tra diversità.
In un mondo che spesso ci spinge a rimanere “tra simili”, la storia di Ember e Wade ci ricorda che la vera crescita avviene quando usciamo dalla nostra comfort zone. Il fuoco e l’acqua possono coesistere, non annullandosi, ma creando vapore, energia e nuova luce.
Il film è dunque un tassello fondamentale della nuova era Pixar. Sebbene meno filosofico di Soul o Inside Out, colpisce dritto al cuore con la sua semplicità e la sua bellezza estetica. È un inno alla tolleranza e alla scoperta che, a volte, l’ingrediente mancante per la nostra felicità è proprio l’elemento che pensavamo di dover evitare.
