Amanti del cinema distopico e delle serie TV Prime video, l’attesa è finalmente finita. Sono uscite le prime puntate di Fallout 2. Possiamo quindi finalmente tornare nelle lande desolate radioattive che già ci avevano conquistato lo scorso anno con la prima stagione. Il ritorno della serie prodotta da Jonathan Nolan e Lisa Joy non si limita a proseguire la narrazione, ma alza l’asticella del world-building, esplorando le cicatrici di un’America post-apocalittica ancora più vasta e spietata. Se la prima stagione serviva ad introdurci alle regole del Vault e della Zona Contaminata, questi nuovi episodi ci proiettano direttamente nel cuore dei conflitti politici e morali che definiranno il futuro dell’umanità.
Il ritorno a New Vegas e l’impatto estetico
Quanti di voi erano rimasti sconcertati dal finale della prima stagione? La scorsa stagione infatti si conclude con un cliffhanger mozzafiato, ovvero la sagoma di New Vegas all’orizzonte.
Le prime puntate di Fallout 2 – in onda su Prime Video ogni mercoledì – confermano che la città del peccato sarà il fulcro della nuova narrazione. La ricostruzione scenografica è imponente e rispetta maniacalmente l’estetica del videogioco cult di Obsidian.

La città appare come un miraggio di neon e decadenza nel deserto del Mojave, un luogo dove il lusso pre-bellico si scontra con la violenza delle fazioni che ne reclamano il controllo. La regia utilizza queste ambientazioni per creare un contrasto visivo fortissimo tra l’oscurità dei tunnel sotterranei e la luce accecante e artificiale degli storici casinò, sottolineando come la civiltà stia cercando disperatamente di risorgere dalle proprie ceneri.
L’evoluzione dei protagonisti: Lucy e il Ghoul
Al centro di queste prime ore di visione troviamo una Lucy MacLean profondamente cambiata. Non è più la ragazza ingenua uscita dal Vault 33, ma una sopravvissuta che ha imparato a proprie spese che la verità è spesso più radioattiva del fallout stesso. In Fallout 2, il suo rapporto con Cooper Howard, ovvero il Ghoul, diventa ancora più stratificato. I dialoghi tra i due sono carichi di cinismo e filosofia spicciola, rappresentando lo scontro tra l’ottimismo idealista del passato e il pragmatismo brutale del presente.
Il Ghoul, dal canto suo, continua a essere il personaggio più magnetico della serie. I nuovi flashback ci mostrano ulteriori dettagli sulla caduta della Vault-Tec, rivelando come le decisioni prese secoli prima stiano ancora avvelenando il mondo attuale.
Nuove fazioni di Fallout 2
Un altro elemento centrale emerso dai primi episodi riguarda la gestione del potere. La Confraternita d’Acciaio (Brotherhood of Steel) assume in Fallout 2 un ruolo ancora più ambiguo e autoritario. Maximus è tormentato, diviso tra il senso di appartenenza ad un ordine che promette stabilità e la consapevolezza della corruzione che lo logora dall’interno.

Le sequenze d’azione che coinvolgono le armature atomiche sono state potenziate, con una cura per gli effetti speciali che rende ogni scontro pesante, metallico e viscerale. Ma oltre ai proiettili, ciò che conta in queste puntate è la guerra fredda tra le diverse fazioni per il controllo delle tecnologie perdute, un tema che richiama direttamente le atmosfere dei GDR originali.
Misteri e nuove minacce nella Zona Contaminata
La narrazione di questa seconda stagione introduce nuovi enigmi che espandono il canone della serie. Le prime puntate suggeriscono l’esistenza di esperimenti della Vault-Tec ancora attivi e più inquietanti di quanto immaginato.
Non mancano creature mutanti inedite che mettono alla prova i protagonisti, realizzate con un mix di CGI e animatronica che garantisce quel sapore “pulp” tipico del franchise.
Il ritmo è serrato, ma la sceneggiatura si concede momenti di macabra ironia, mantenendo intatto quel tono grottesco che è il marchio di fabbrica di Fallout. La sensazione è che ogni scoperta di Lucy sia solo la punta di un iceberg che riguarda il destino dell’intera costa occidentale.
Prime impressioni di Fallout 2
Cosa possiamo dunque dire di questa nuova serie di Fallout? Oltre al fatto che era molto attesa, possiamo aggiungere che conferma la capacità degli autori di trattare il materiale originale con rispetto ma senza timore di innovare.
La serie non è solo un omaggio per i fan, ma un dramma fantascientifico solido che esplora l’avidità umana e la capacità di adattamento in condizioni estreme. Con una produzione ancora più ricca e una scrittura che scava a fondo nei traumi dei personaggi, questa stagione si candida a superare il successo della precedente. La strada verso la comprensione di cosa sia davvero successo al mondo è ancora lunga, ma queste prime puntate hanno tracciato una rotta entusiasmante che promette di lasciarci con il fiato sospeso fino all’ultimo episodio.
