Gli anime cyberpunk rappresentano uno degli incroci più affascinanti tra cultura pop giapponese e immaginario tecnologico. Megacittà illuminate da neon, intelligenze artificiali fuori controllo, corpi potenziati da innesti cibernetici e governi dominati da corporation: tutto questo rende il genere irresistibile per chi ama innovazione, coding, startup e futuro digitale. Se sei un tech lover, gli anime cyberpunk non sono solo intrattenimento: sono veri e propri laboratori narrativi dove si esplorano temi come transumanesimo, sorveglianza, realtà aumentata e identità digitale. Ecco le serie (e film) imprescindibili.
Ghost in the Shell: l’anima nella macchina
Quando si parla di anime cyberpunk, il primo titolo che viene in mente è Ghost in the Shell di Mamoru Oshii. Ambientato in un futuro iperconnesso, racconta la storia del maggiore Motoko Kusanagi, un cyborg al servizio di una sezione speciale antiterrorismo.
Qui il cyberpunk non è solo estetica: è filosofia pura. Cosa significa essere umani quando il cervello può essere hackerato? Se puoi trasferire la coscienza in un corpo artificiale, cos’è l’identità?

Per un appassionato di tecnologia, questo film (e le sue successive serie come Ghost in the Shell: Stand Alone Complex) è un must perché anticipa discussioni oggi centrali: cybersecurity, reti neurali, AI autonoma e manipolazione dell’informazione.
Akira: la distopia urbana definitiva
Un altro pilastro degli anime cyberpunk è Akira di Katsuhiro Otomo. Ambientato in una Neo-Tokyo post-apocalittica, il film racconta un mondo dove esperimenti governativi e poteri psichici si intrecciano con ribellioni giovanili.
La forza di Akira non sta solo nella spettacolarità visiva, ma nella sua visione del progresso tecnologico come forza ambivalente: capace di salvare e distruggere allo stesso tempo. È un racconto sulla perdita di controllo, un tema attualissimo nell’era dell’intelligenza artificiale generativa e delle biotecnologie. Per chi lavora nel tech, Akira è quasi un monito: innovare senza etica può avere conseguenze imprevedibili.
Psycho-Pass: sorveglianza e algoritmi decisionali
Tra gli anime cyberpunk più moderni spicca Psycho-Pass. In questo mondo futuristico, un sistema chiamato Sibyl analizza costantemente lo stato mentale dei cittadini per prevedere crimini prima che accadano.
È impossibile non pensare agli algoritmi predittivi, ai big data e ai sistemi di scoring sociale. Quanto possiamo delegare alle macchine? È giusto arrestare qualcuno per un crimine che non ha ancora commesso?

Per un tech lover, Psycho-Pass è affascinante perché mette in scena il lato oscuro della data-driven society. La serie affronta temi come bias algoritmico, automazione delle decisioni e controllo sociale, anticipando molte discussioni attuali su AI governance e privacy.
Cyberpunk: Edgerunners e l’estetica del futuro
Nel panorama più recente troviamo poi un altro titolo interessante, ovvero Cyberpunk: Edgerunners, ambientato nell’universo del videogioco Cyberpunk 2077. Qui la città di Night City è un concentrato di corporazioni onnipotenti, impianti neurali e mercenari digitali.
La serie ha conquistato pubblico e critica per la sua capacità di fondere azione, tragedia e critica sociale. Gli innesti cibernetici diventano metafora della corsa all’upgrade continuo: essere più veloci, più performanti, più competitivi. Un tema che ogni professionista tech conosce bene.
Cyberpunk: Edgerunners incarna l’estetica classica del genere — neon, pioggia, skyline futuristici — ma la arricchisce con una riflessione sulla precarietà e sul costo umano dell’innovazione.
Serial Experiments Lain: internet prima dei social
Meno action e più introspettivo è Serial Experiments Lain, uno degli anime cyberpunk più visionari di sempre. La protagonista, Lain, si ritrova coinvolta in una rete virtuale chiamata “The Wired”, dove i confini tra reale e digitale si fanno sempre più sottili.
Uscito a fine anni ’90, Lain anticipa concetti come identità online, avatar, connessione permanente e dissoluzione dell’io nel network. Per chi vive immerso tra cloud, community digitali e metaverso, questa serie è quasi profetica.
Perché gli anime cyberpunk parlano al mondo tech
Gli anime cyberpunk non sono solo storie di fantascienza: sono specchi del presente. Parlano di innovazione, ma anche di disuguaglianze; di progresso, ma anche di alienazione.
Per un tech lover, guardare questi titoli significa interrogarsi sul futuro che stiamo costruendo. Tra intelligenza artificiale, realtà aumentata e biohacking, molte delle visioni raccontate non sembrano più così lontane.
