Raccontare Frankenstein oggi significa confrontarsi con uno dei miti più longevi della cultura moderna. Ma la nuova attenzione intorno al progetto dedicato al celebre mostro non nasce solo dal fascino eterno del romanzo di Mary Shelley. A catalizzare l’interesse è anche la presenza di Jacob Elordi, attore che negli ultimi anni sembra aver intercettato con precisione chirurgica i ruoli giusti al momento giusto. La sua partecipazione segna un passaggio chiave, non solo per la rilettura del personaggio, ma per la traiettoria della sua carriera.
Jacob Elordi: da icona generazionale a scelta autoriale
La fortuna di Jacob Elordi non è più legata esclusivamente al suo status di volto amato dal pubblico più giovane. Negli ultimi anni l’attore ha progressivamente spostato il proprio baricentro verso progetti più ambiziosi, spesso scomodi, sicuramente meno prevedibili.

Frankenstein arriva in questo momento preciso, come una conferma di questa trasformazione. Non è una scelta rassicurante, ma una scommessa su un immaginario complesso, stratificato, che richiede presenza scenica e profondità emotiva.
Frankenstein: Un mostro più umano che mai
La storia di Mary Shelley ci ha ormai ben dimostrato nel tempo che ogni epoca ha il suo Frankenstein. Ognuno di noi ha conosciuto un mostro che ha voluto abbandonare l’idea di abominio come semplice creatura terrificante trasformarsi.
La nuova lettura punta sull’umanità del personaggio, sulla sua fragilità, sul senso di esclusione e sul conflitto identitario. Ed è qui che la versione cinematografica del 2025 ci mostra come scegliere Jacob Elordi come protagonista sia stata una scelta coerente. Il suo volto, spesso associato a personaggi tormentati e ambigui, si presta a raccontare un mostro che è prima di tutto una vittima del mondo che lo circonda.
Un progetto cinematografico che rappresenta una svolta simbolica perché entra in un mito potente e accetta il confronto con una lunga storia di interpretazioni aspettative. Guglielmo Del Toro è riuscito a posizionarsi nel punto giusto senza tralasciare nulla ed è riuscito a guidare questo giovane attore che grazie a questo ruolo sta facendo la sua fortuna.
Il pubblico e la nuova percezione di Elordi
Frankenstein rappresenta una nuova fase di come i registi si approcciano ai classici ma rappresenta anche una nuova fase della carriera di Jacob Elordi.
L’attore sta infatti modificando lo sguardo che il pubblico su di lui. Il suo obiettivo non è più essere un volto riconoscibile ma piuttosto essere un interprete che suscita curiosità. In questo film c’è pienamente riuscito, una pellicola che per lui è stato un banco di prova decisivo, capace di consolidare la sua credibilità artistica e di allontanarlo definitivamente da etichette limitanti.

Riuscire a lavorare con un premio Oscar come Del Toro gli ha permesso di misurarsi con un successo che non è soltanto immediato ma durerà nel tempo.
Un incontro tra mito e contemporaneità
La forza di Frankenstein sta nella sua capacità di adattarsi a ogni epoca, e la fortuna di Jacob Elordi consiste nell’essere diventato parte di questo processo.
L’incontro tra un classico intramontabile e un attore nel momento più interessante della sua maturazione artistica crea un equilibrio raro. Se il progetto riuscirà a mantenere questa tensione, potrebbe diventare uno dei tasselli più significativi sia per la rilettura del mito sia per il futuro di Elordi.
