Ultimamente la HBO Max ci sta regalando delle serie TV davvero disarmanti. Tra queste c’è sicuramente The Last of Us 2, una grande produzione che non ha stupito gli spettatori soltanto con grandi effetti speciali mai riuscito a riscuotere successo partendo dalle fondamenta emotiva dello spettatore. Se avete visto la prima stagione e già vi aveva convinto su quanto fosse bello vedere una serie trasposizione di un piccolo gioco sul piccolo schermo, con questa seconda stagione verrete trascinati in un abisso morale dove i concetti del bene del male si sfumano fino a scomparire del tutto. Scopriamo insieme questa serie e perché vederla.
The Last of Us 2 e l’evoluzione di Ellie
Partiamo col vedere qual è il fulcro narrativo di questo nuovo capitolo, ovvero la crescita, dolorosa e trasformativo, di Ellie, interpretata da una Bella Ramsey che qui raggiunge la piena maturità artistica. Se nella prima stagione era una ragazzina che cercava un posto nel mondo sotto l’ala protettiva di Joel (Pedro Pascal), in The Last of Us 2 la troviamo indurita, consumata da un desiderio di vendetta che ne divora l’anima.
La narrazione si sposta da un viaggio di speranza ad un pellegrinaggio di odio attraverso le rovine di una Seattle spettrale, dove ogni passo falso può essere l’ultimo.
La sceneggiatura, curata ancora una volta da Craig Mazin e Neil Druckmann, è un meccanismo perfetto che non concede tregua. La scelta coraggiosa della produzione è stata quella di non edulcorare gli aspetti più controversi della trama, costringendo il pubblico a confrontarsi con la perdita e con il peso delle proprie azioni. La violenza in questa serie non è mai gratuita o fine a se stessa; ogni scontro è sporco, faticoso e lascia tracce indelebili sui protagonisti, rendendo la visione un’esperienza viscerale che resta addosso anche dopo lo spegnimento dello schermo.
Una Produzione da Cinema: Fotografia e Sound Design
Come abbiamo detto questa serie la potete vedere su HBO Max o in appoggio a Prime video da cui potete stipulare il vostro abbonamento alla piattaforma. The Last of Us 2 è sicuramente una delle preferite dagli abbonati HBO per un motivo: dal punto di vista tecnico rappresenta il punto più alto mai raggiunto da una produzione televisiva almeno fino ad oggi.
La ricostruzione degli ambienti urbani riconquistati dalla natura è mozzafiato. I palazzi sventrati di Seattle, avvolti dalla vegetazione e dalla nebbia perenne, creano un’atmosfera di malinconia sublime. La fotografia abbandona i toni caldi del viaggio nel deserto per abbracciare cromatismi freddi, desaturati, che riflettono perfettamente lo stato d’animo dei personaggi principali.

Un plauso particolare va al comparto sonoro. Il sound design è studiato per tenere lo spettatore in un costante stato di allerta. Ne sono un esempio il ticchettio dei Clicker, il fruscio del vento tra le macerie e la colonna sonora minimale di Gustavo Santaolalla che contribuiscono a creare una tensione quasi insopportabile. In questa stagione, la musica non accompagna solo le immagini, ma diventa la voce del dolore silenzioso di Ellie, un commento malinconico a una bellezza perduta che non tornerà mai più.
Nuovi Volti e Dualismo Narrativo in The Last of Us 2
Uno degli elementi di forza di questa seconda stagione di The Last of Us e l’introduzione di nuovi personaggi che vanno ad arricchire il mosaico umano della serie.
L’ingresso di Abby (Kaitlyn Dever), figura speculare e opposta a Ellie, permette alla serie di esplorare il tema dell’empatia in modo rivoluzionario. Attraverso un sapiente uso dei flashback e di prospettive alternate, la regia ci obbliga a vedere il mondo con gli occhi del “nemico”, smontando pezzo dopo pezzo le certezze dello spettatore. Una scelta narrativa rischiosa che solo una produzione coraggiosa come quella di HBO poteva sostenere con tale coerenza.
Il cast di supporto è eccezionale, capace di dare spessore anche a figure secondarie che, in altre serie, sarebbero rimaste sullo sfondo. Ogni incontro e ogni scontro ha un peso drammatico, contribuendo a costruire un mondo dove la fiducia è la risorsa più rara e preziosa. La capacità di alternare momenti di pura adrenalina horror a parentesi di estrema dolcezza e introspezione è ciò che rende la visione di questa stagione un viaggio indimenticabile, capace di parlare al cuore anche nel mezzo di una apocalisse.
Perché Non Potete Perderla?
The Last of Us 2 merita di essere vista forse anche di più della prima serie (ma se siete digiuni anche di quella vi consigliamo di recuperare), non soltanto perché è la migliore serie tratta da un videogioco, ma è uno dei migliori drammi televisivi degli ultimi 10 anni.
Una serie che non offre risposte facili o finali consolatori, ma regala allo spettatore una riflessione profonda sulla natura umana, sul perdono e sulla possibilità di trovare la luce anche quando tutto intorno è oscurità.


