Con la cerimonia di premiazione fissata per il 15 marzo, la febbre degli Oscar ha raggiunto il punto di ebollizione. Quest’anno la sfida non è solo tra grandi pellicole, ma tra visioni cinematografiche opposte che hanno diviso la critica e appassionato il pubblico. Da una parte troviamo l’epopea d’autore firmata da Paul Thomas Anderson, dall’altra il record storico di nomination ottenuto da Ryan Coogler con il suo ultimo lavoro. Analizzando l’andamento della stagione dei premi, emerge un quadro affascinante dove i favoriti sembrano solidi ma le sorprese rimangono dietro l’angolo.
Miglior film agli Oscar 2026: chi è il favorito?
Nella categoria regina dedicata al Miglior Film, il titolo da battere resta The Battle of Baktan Cross. Paul Thomas Anderson sembra aver finalmente trovato l’opera capace di mettere d’accordo l’intera Academy. Dopo i trionfi ai Golden Globe e soprattutto la vittoria ai PGA Awards, il sindacato dei produttori, il film gode di una spinta quasi inarrestabile.

La sua forza risiede in una regia impeccabile che fonde azione e satira politica in modo inedito per il regista. Tuttavia, non si può ignorare lo sfidante storico Sinners – I peccatori. Ryan Coogler ha riscritto la storia delle nomination ottenendo ben sedici candidature, un primato che lo pone come il film tecnicamente più apprezzato dall’industria. Se il voto dovesse frammentarsi, la forza corale di Sinners potrebbe regalare un colpo di scena clamoroso nella notte di Hollywood.
Migliore regia…
Per quanto riguarda la Miglior Regia, il percorso appare molto più segnato. Paul Thomas Anderson è considerato il vincitore annunciato. Dopo decenni di capolavori che non hanno mai fruttato la statuetta per la regia, l’Academy sembra intenzionata a tributargli l’onore che merita.
Sebbene Ryan Coogler per Sinners e Chloé Zhao per Hamnet abbiano svolto un lavoro straordinario, la maestria tecnica mostrata da Anderson in questa pellicola lo pone su un piano differente rispetto alla concorrenza.
Ci sarà poi la corsa a Miglior Attore Protagonista, che rappresenta il vero duello generazionale di questa edizione. Timothée Chalamet, grazie alla sua trasformazione in Marty Supreme, arriva alla notte degli Oscar con il favore dei Golden Globe e dei Critics Choice. La sua interpretazione del leggendario giocatore di ping pong è stata definita carismatica e travolgente, segnando il punto più alto della sua carriera. Tuttavia, Michael B. Jordan ha riaperto la partita vincendo il premio del sindacato degli attori per Sinners.
Storicamente, il SAG è il miglior indicatore per questa categoria, rendendo la sfida un testa a testa all’ultimo voto. Leonardo DiCaprio, nonostante la sua prova di grande maturità in Baktan Cross, appare in questa fase un gradino sotto i due rivali più giovani.
Le donne degli Oscar 2026
Senza storia sembra essere la competizione per la Miglior Attrice Protagonista. Jessie Buckley, con la sua interpretazione di Agnes Hathaway in Hamnet, ha dominato ogni tappa della stagione dei premi. La sua capacità di dare voce e corpo al dolore universale di una madre ha commosso i giurati di tutto il mondo, rendendo la sua vittoria quasi una formalità. Nonostante le ottime prove di Rose Byrne e Renate Reinsve, il 2026 è indubbiamente l’anno della consacrazione per l’attrice irlandese.

Infine, la categoria del Miglior Film Internazionale vede una lotta serrata tra il cinema europeo e quello sudamericano. Purtroppo l’Italia non è riuscita a entrare nella cinquina finale, lasciando campo libero alla Norvegia con il malinconico Sentimental Value di Joachim Trier e al Brasile con il teso thriller politico L’agente segreto. Entrambi i film sono amatissimi dalla critica internazionale, ma la sensibilità di Trier potrebbe avere la meglio sui giurati più legati al cinema d’autore europeo. Non resta che attendere il 15 marzo per scoprire se l’Academy sceglierà di premiare la maestria consolidata o il nuovo corso dei record.
