Nel mondo Marvel quest’anno sono arrivati i Thunderbolts. Un esperimento necessario e coraggioso che ha portato il pubblico a rivedere le caratteristiche dei supereroi per come li hanno conosciuti negli ultimi decenni. Se prima eravamo abituati ad icone di rettitudine morale, questa pellicola ci trascina nel lato grigio e polveroso dell’universo dei supereroi. Diretto con un piglio che strizza l’occhio ai classici movie-ensemble di spionaggio, il film non cerca di emulare la grandiosità cosmica degli Avengers, ma preferisce una dimensione più sporca, tattica e profondamente umana, dove il confine tra giusto e sbagliato è costantemente messo alla prova.
Thunderbolts: Una Squadra di Reietti e Antieroi
Il cuore pulsante di Thunderbolts è il suo cast eclettico, composto da personaggi che abbiamo imparato a conoscere (e spesso a temere) in capitoli precedenti. Yelena Belova, interpretata con la solita intensità da Florence Pugh, funge da centro emotivo del gruppo, portando con sé il peso del suo passato da Vedova Nera. Accanto a lei troviamo figure tormentate come Bucky Barnes, il Soldato d’Inverno, e John Walker, l’U.S. Agent, che incarnano perfettamente il tema del fallimento e della ricerca di una seconda possibilità.
La dinamica tra questi personaggi non è basata sulla fiducia, ma sulla necessità. Non c’è il cameratismo degli eroi classici. Al suo posto troviamo infatti sarcasmo, diffidenza e una chimica esplosiva che rende ogni dialogo teso e imprevedibile. Questa scelta narrativa permette al film di esplorare la psicologia di chi è stato usato come un’arma dallo Stato e ora cerca di riprendersi la propria autonomia.

Il film rappresenta quindi una svolta stilistica che punta ad unire azione il realismo abbandonando la palette di colori brillanti per abbracciare un’estetica più vicino al thriller d’azione contemporaneo. Le sequenze di combattimento sono coreografate con una fisicità brutale, privilegiando gli scontri a terra e l’uso di gadget militari rispetto ai grandi poteri digitali. Questa direzione artistica conferisce al film un senso di urgenza e di pericolo reale: quando i protagonisti vengono colpiti, ne sentiamo il peso, rendendo la loro sopravvivenza tutt’altro che scontata.
La regia riesce a bilanciare i momenti di puro spettacolo con pause riflessive, dove il silenzio e gli sguardi contano più delle esplosioni. È una boccata d’aria fresca per un genere che spesso rischia l’iper-saturazione visiva, dimostrando che c’è ancora spazio per storie di genere che sappiano intrattenere con intelligenza.
Il Ruolo di Valentina Allegra de Fontaine
Un elemento chiave che lega le fila di Thunderbolts è la misteriosa e manipolatrice Valentina Allegra de Fontaine. Il personaggio di Julia Louis-Dreyfus agisce nell’ombra, incarnando il volto cinico delle istituzioni che vedono in questi individui solo strumenti sacrificabili.
La sua presenza solleva interrogativi etici importanti. Chi controlla, chi dovrebbe proteggerci? E quanto siamo disposti a sacrificare della nostra moralità in nome della sicurezza nazionale? Il film non offre risposte facili a questi interrogativi, ma piuttosto lascia allo spettatore il compito di decifrare le reali intenzioni di chi muove i fili.
Il Multiverso può Attendere
Mentre gran parte del cinema contemporaneo legato ai fumetti si perde nei meandri di realtà parallele e loro varianti, Thunderbolts ha il pregio di rimanere ancorato a terra. La minaccia affrontata dal team è concreta, legata a complotti governativi e segreti militari, il che rende la visione molto più vicina alla sensibilità di capitoli amati come Captain America: The Winter Soldier.

Una focalizzazione che permette una scrittura più solida e personaggi meglio caratterizzati, che non servono solo a far avanzare una trama cosmica, ma vivono della loro stessa complessità.
Perché ci piace Thunderbolts?
La pellicola rappresenta dunque un punto di svolta per il MCU del 2025. È un film che abbraccia le imperfezioni dei suoi protagonisti, trasformandole nella sua forza principale.
Un film che ci piace perché è perfetto per chi cerca un’avventura elettrizzante. Una storia venata di un umorismo cinico e sostenuta da interpretazioni di alto livello, troverà in questa squadra di reietti esattamente ciò di cui aveva bisogno.
