Bridget Jones Mad About the Boy: capitolo finale sorprendentemente commovente. Guardando l’ultimo film di Bridget Jones, non ho potuto fare a meno di pensare a Harry Potter, e non solo perché entrambi i franchise sono adattamenti cinematografici di famosi eroi letterari britannici. Man mano che Harry e i suoi amici crescevano, anche il tono delle loro storie si è notevolmente invecchiato. E la stessa cosa accade in Bridget Jones: Innamorata pazza del ragazzo, un racconto agrodolce e sorprendentemente drammatico su cosa succede dopo i sogni di “e vissero felici e contenti” della giovinezza.
Bridget Jones Mad About the Boy è una storia dolceamara
Adattato da Helen Fielding dal suo romanzo, il quarto e ultimo capitolo della serie è ambientato diversi anni dopo gli eventi di Bridget Jones’s Baby del 2016. In cui la goffa protagonista interpretata da Renée Zellweger sposa finalmente l’amore della sua vita, Mark Darcy (Colin Firth), dopo una lunga e comica commistione per scoprire che è davvero il padre del suo bambino non ancora nato. Ora, il bambino in questione, Billy (Casper Knopf), è un giovane adolescente e ha una precoce sorellina di cinque anni, Mabel (Mila Jankovic). Sì, Bridget Jones ha ora la sua famiglia, con tutto il caos domestico tipico della mezza età che ne consegue. Solo che manca un pezzo enorme.
Come apprendiamo nelle prime scene del film, l’avvocato per i diritti umani Mark è stato ucciso quattro anni prima durante una missione umanitaria in Sudan. Anche se il destino di Mark non è stato affatto trattato come una sorpresa dal marketing del film, il regista Michael Morris riesce comunque a rendere la sua rivelazione un colpo allo stomaco emotivo degno di nota, il primo di molti inferti nel corso delle oltre due ore di durata. Tenete i fazzoletti a portata di mano per questo film, perché Mad About the Boy offre diverse riflessioni profondamente commoventi sul dolore.
Con l’aiuto di una Zellweger quasi in forma smagliante (ne parleremo più avanti) e delle fantastiche interpretazioni dei giovani attori. Quello che normalmente verrebbe considerato un atto di manipolazione emotiva, si trasforma invece in momenti agrodolci di accettazione e crescita personale. Ben lontani dalle tipiche stravaganti commedie romantiche.

Ci sono delle parti comiche e altre un po’ tristi
Non che non ci siano anche un sacco di commedie romantiche stravaganti. Dopotutto, questo è un film di Bridget Jones! Come l’ex fiamma e perenne donnaiolo Daniel Carver (Hugh Grant) fa notare a Bridget, dopo quattro anni passati a singhiozzare in pigiama, è “a tutti gli effetti una suora”. Incoraggiata da Daniel, dal suo gruppo di amici di una vita Shazzer, Tom e Jude (Sally Phillips, James Callis, Shirley Henderson). Così come dalla sua esilarantemente pungente ginecologa Dr. Rawlings (Emma Thompson) e dall’ex collega Miranda (Sarah Soleimani). Bridget inizia a rimettere in carreggiata la sua vita tornando al suo vecchio lavoro di produttrice televisiva e iniziando a frequentare qualcuno.
Beh, “arrampicarsi” sulla scena degli appuntamenti sarebbe più appropriato, dato che Bridget si ritrova inavvertitamente incastrata su un albero mentre è fuori con i suoi figli, costringendo il ranger del parco locale Roxter (Lou Woodall) a salvarla. Nonostante abbia diversi anni meno di lei, il bel Roxter corteggia Bridget su Tinder e presto i due si ritrovano a vivere una storia d’amore estiva bollente e passionale. Nonostante l’onnipresente differenza d’età, spesso enfatizzata per suscitare risate fragorose. A differenza dei suoi coetanei esilaranti e invidiosi, l’introduzione di un “nuovo papà” non viene accolta molto bene da Billy. Che è molto figlio di suo padre, compresa la sua tendenza a reprimere le emozioni.

Le attività scolastiche tengono impegnata la nostra Bridget in Bridget Jones Mad about the boy
Fortunatamente, il “rebranding” personale di Bridget la vede anche impegnata maggiormente nelle varie attività sociali di Billy nella sua scuola preparatoria. Questo suscita sia l’apprezzamento che il fastidio del nuovo insegnante di scienze Scott Walliker (Chiwetel Ejiofor). Il quale accoglie con favore il coinvolgimento dei genitori ma trova il suo approccio rigidamente scientifico a tutto (per non parlare del suo uso militaristico del fischietto per radunare gli scolari) esattamente l’opposto dello stile più frenetico ed emotivo di Bridget.
E se non riuscite a capire come andrà a finire tutto questo, allora questa deve essere la vostra prima commedia romantica. Perché, nonostante tutto il dramma strappalacrime che colora le righe, “Mad About the Boy” rimane fedele a vari prevedibili elementi del genere. Stranamente, questi spezzoni, gli stessi che hanno dato il via a questo franchise 24 anni fa con “Il diario di Bridget Jones”, hanno un tasso di successo discontinuo.
C’è un ottimo lavoro sui personaggi (adoro Daniel che ora interpreta lo zio preferito e decisamente inappropriato di Billy e Mabel), ma alcuni archi narrativi romantici risultano affrettati e poco elaborati. Nonostante la durata del film sia un po’ troppo lunga per questi aspetti. Zellweger ha anche esagerato parecchio con l’eccentricità di Bridget, con tanto di strizzamento degli occhi e una nuova camminata da pinguino. Non viene mai spiegato perché sia diventata così socialmente impacciata e in alcuni punti questi nuovi tic rischiano quasi di distrarre dalla scena in questione.
Ho adorato i momenti di tenerezza famigliare
Tuttavia, è merito dell’ottimo lavoro complessivo dei registi e degli attori coinvolti (menzione speciale all’affascinante Woodall, che sembra pronta a sfondare dopo questo), se questi inciampi non sono sicuramente ciò che rimane con te dopo i titoli di coda. Non sono nemmeno le gag, per quanto alcune siano esilaranti, o la storia d’amore frizzante e commovente.
Sono i momenti di tenerezza familiare, strazianti nella loro bellezza, e la matura gestione della perdita, che hanno lasciato persino me in uno stato di profonda frustrazione. Bridget Jones: Mad About the Boy, però, non è mai un film deprimente. Proprio come Bridget stessa, il film ha un bel pianto catartico e si addentra nelle sue emozioni. Ma sa anche come saltare sul letto e ballare a ritmo di musica con gioia.
