È ormai dal 2023 che si aspettano delle notizie in merito al franchiste di Jason Bourne. I fan scalpitano per vedere un nuovo capitolo o quantomeno un reboot o spin off. Forse finalmente si è raggiunto un primo accordo in merito. La saga di spionaggio nata dalla penna dello scrittore Robert Ludlum sembrerebbe essere in procinto di accrescere il numero di pellicole a lei dedicata. La Universal Pictures sarebbe infatti pronta a mettere in ponte un nuovo progetto dedicato ad una nuova generazione di spettatori, senza però dimenticarsi dell’anima cruda e realistica del franchise. Vediamo quindi cosa sappiamo in merito.
La strada del reboot e la necessità di un ricambio generazionale
La scelta sembrerebbe quella di avviare un reboot della saga per creare una pellicola che segni la svolta nell’industria hollywoodiana. Infatti, per oltre un decennio, il successo di questa proprietà intellettuale è stato legato in modo quasi simbiotico alla fisicità è il carisma dell’attore Matt Damon che ha interpretato Jason Bourne in quattro pellicole, le principali che hanno riscosso successo commerciale.
Tuttavia, la consapevolezza del tempo che passa e la difficoltà di trovare accordi duraturi per la prosecuzione della vecchia linea narrativa hanno spinto i vertici della casa di produzione a valutare un cambio di rotta drastico, ma necessario.
L’obiettivo principale è quello di trovare una nuova e giovane star del cinema d’azione capace di farsi carico dell’eredità del franchise per i prossimi dieci anni, garantendo una stabilità che la precedente gestione non poteva più assicurare a lungo termine.
Edward Berger alla regia per garantire la continuità stilistica
A parte questo cambio di rotta sul fronte del cast e sulla natura del progetto, la Universal Pictures sembrerebbe voler mantenere come punto fermo la gestione artistica dietro la macchina da presa.
La regia del nuovo lungometraggio resta saldamente nelle mani di Edward Berger, l’acclamato regista tedesco che ha conquistato l’Academy grazie al suo lavoro viscerale e spietato sul film bellico Niente di nuovo sul fronte occidentale. La scelta di Berger è una garanzia assoluta per tutti i fan storici della saga. Il suo stile visivo, caratterizzato da un realismo crudo, da una violenza mai spettacolarizzata e da una grandissima attenzione alla psicologia dei personaggi sotto stress, si sposa alla perfezione con le atmosfere tipiche che hanno reso celebre Jason Bourne fin dal suo debutto nei primi anni duemila.
La caccia al nuovo protagonista tra giovani talenti e carisma fisico
La discussione più accesa all’interno della comunità dei cinefili riguarda inevitabilmente l’identità del nuovo interprete che dovrà raccogliere il testimone. Sostituire una figura iconica come quella del precedente protagonista non sarà un compito semplice per i direttori del casting della Universal.

Le prime indiscrezioni dal web ci suggeriscono che la ricerca sia focalizzata su attori nella fascia d’età compresa tra i trenta e i trentacinque anni, dotati non solo di un’ottima preparazione atletica per sostenere le massacranti coreografie dei combattimenti corpo a corpo, ma anche di quell’intensità drammatica e cerebrale indispensabile per interpretare una spia tormentata dai dubbi morali e braccata dalle stesse istituzioni che l’hanno creata.
Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo Jason Bourne?
Beh, in realtà ancora niente, perché tutto ciò di cui abbiamo parlato sono attualmente indiscrezioni dal web che però ci fanno ben sperare. Quello che abbiamo capito è che l’obiettivo è quello di dare nuova vita alla saga di Jason Bourne senza dimenticare il passato.
La Universal vuole celebrare l’immensa influenza culturale di questo prodotto cinematografico trasportandolo però nel contesto geopolitico e tecnologico odierno. Un po’ come è capitato alla saga di Jack Ryan.
Con lo sviluppo di una nuova sceneggiatura affidata alla supervisione di Berger, il film promette di esplorare le paranoie contemporanee legate alla sicurezza dei dati, alla sorveglianza globale centralizzata e alle guerre invisibili combattute nell’ombra dei server informatici. La sfida industriale è monumentale, ma la prospettiva di assistere alla nascita di una nuova icona dell’azione cinematografica rende questo progetto uno degli eventi più attesi e discussi delle prossime stagioni cinematografiche.
