The Salisbury Poisonings: A Spy Next Door su HBO Max, un documentario che esplora i letali giochi di spionaggio internazionali nelle piccole città inglesi. Il documentario descrive e analizza una serie di giochi di spionaggio realmente accaduti. Con tragiche conseguenze, incentrati su un attentato di alto profilo avvenuto nel 2018 e quasi certamente perpetrato dal governo russo. Gli eventi sconvolsero la cittadina di Salisbury, in Inghilterra, quando gli abitanti scoprirono che un uomo russo, Sergei Skribal, che viveva tra loro e che godeva di una certa reputazione, era un ex spia nel mirino di Vladimir Putin. Il quale avrebbe inviato due uomini per avvelenare il veterano in pensione. Diretto da Daniel Vernon, il documentario ripercorre i fatti principali, esplorando al contempo alcune delle implicazioni più inquietanti. Sia a livello micro che macro, di questa complessa vicenda.
The Salisbury Poisonings: A Spy Next Door è su HBO Max
Salisbury è una città di 50.000 abitanti nel sud dell’Inghilterra, con le sue strade acciottolate, i negozi caratteristici, il verde lussureggiante e i residenti cordiali, tipici delle piccole città. La sua principale attrazione è la Cattedrale di Salisbury. Con la sua torre di 122 metri, la più alta della Gran Bretagna. Il suo soprannome è “Smallsbury” (Piccola Secolare), a indicare il tipo di luogo dove “non succede mai niente di emozionante”. Quindi, nel 2018, quando l’espatriato russo Sergei Skripal e sua figlia Yulia furono ricoverati d’urgenza in ospedale in uno strano stato catatonico. Il successivo arrivo delle autorità militari e governative e poi dei media nazionali e internazionali, fu un evento piuttosto insolito.
Gli abitanti del luogo rimasero scioccati nell’apprendere che Skripal, descritto da un commesso come un affabile gentiluomo che acquistava regolarmente salsicce russe e biglietti della lotteria istantanea, era un ex ufficiale militare russo che aveva collaborato con la giustizia e spiato il suo paese per l’MI6. E per questo era stato preso di mira dal presidente russo Vladimir Putin come traditore. In seguito, si scopre che Skripal, proprio come Putin, provava nostalgia per l’Unione Sovietica.
Ma si disilluse rapidamente a causa delle azioni profondamente corrotte di Putin. Fu catturato e imprigionato in un campo di lavoro russo. Liberato dopo alcuni anni grazie a uno “scambio di spie” coordinato da Regno Unito e Stati Uniti. Si stabilì a Salisbury con il suo vero nome, confidando che il relativo anonimato in una tranquilla cittadina lo avrebbe tenuto al sicuro.

Ma andò diversamente
Agenti russi spruzzarono la maniglia della porta di casa sua con il Novichok, un agente nervino così letale che bastano poche gocce per uccidere migliaia di persone. Il documentario raccoglie i commenti di giornalisti e funzionari governativi, tra cui l’ex Primo Ministro Theresa May, che illustrano l’indagine, approfondiscono il contesto e discutono le implicazioni del tentato assassinio.
Implicazioni tragicamente legate alla storia di Charlie Rowley, un uomo economicamente svantaggiato che recuperava spesso oggetti dai cassonetti. Uno di questi oggetti era una bottiglia di profumo costoso che aveva regalato alla sua ragazza, Dawn Sturgess, ma non era affatto profumo. Era Novichok.
Quali docuserie ci ricorda? Il defunto giornalista russo Alexander Navalny, a cui è dedicato il documentario premio Oscar “Navalny “, fu anch’egli avvelenato con il Novichok. Un altro documentario vincitore di un Oscar, “Mr. Nobody Against Putin”, racconta una storia indiretta. E la miniserie della BBC “The Salisbury Poisonings”, con Anne-Marie Duff e Rafe Spall, ha drammatizzato gli eventi.

Lo consigliamo?
“A Spy Next Door” è un resoconto informativo degli eventi, che esamina solo brevemente le implicazioni di questa terribile storia. Tuttavia, le implicazioni sono presenti e toccano sia la sfera politica che quella personale. Si analizza come la vecchia politica russa veneri i leader che mentono e imbrogliano impunemente come proiezione del loro potere, come la propaganda e la disinformazione sostengano tali regimi e come l’illusione di sicurezza possa essere infranta così facilmente, soprattutto nelle piccole città che si sentono isolate dai conflitti più ampi del resto del mondo.
Il fatto che le dichiarazioni di May, del tipo “non tollereremo questo”, occupino più spazio sullo schermo rispetto alla storia profondamente toccante di Rowley, è forse rappresentativo del tono e dell’approccio del film. Copre tutti i punti della narrazione di base in modo esaustivo, se non necessariamente approfondito, e sembra basarsi sull’idea che, visto che hanno ripreso l’ex Primo Ministro, tanto vale usare una buona parte del materiale video. Questo è un documentario prodotto dalla CNN, nel bene e nel male.
