Il mese di ottobre si preannuncia come un momento ricco ed entusiasmante per il cinema italiano. Le sale si preparano ad accogliere un ventaglio di uscite, spaziando dal thriller d’autore al dramma sociale fino al grande affresco storico e alla commedia.
Vi state chiedendo quali titoli segnare sul calendario per i vostri prossimi fine settimana in sala? Ecco un’analisi approfondita dei 5 film italiani più attesi in uscita a ottobre 2026.
La città dei vivi (1 ottobre 2026)
- Regia: Edoardo Gabbriellini
- Cast: Valerio Mastrandrea, Emanuele Maria Di Stefano, Gaia Merlonghi, Simona Senzacqua
- Genere e durata: drammatico, 104 minuti
Giunto alla sua quinta opera da regista, Edoardo Gabbriellini adatta per il grande schermo il celebre romanzo-inchiesta di Nicola Lagioia. Rievoca così la tragica e assurda vicenda dell’omicidio di Luca Varani avvenuto a Roma nel 2016.
La storia mette al centro Luca (interpretato da Emanuele Maria Di Stefano), un ragazzo di ventitré anni che cerca di farsi strada nella periferia romana tra la scuola serale, il lavoro sul furgone del padre (Valerio Mastrandrea) e i progetti di vita futura con la fidanzata Marta. La necessità di guadagnare denaro lo spinge ad avvicinarsi a un ambiente di feste altolocate. Un contesto apparentemente inoffensivo che sfocerà purtroppo in una tragedia priva di senso.
Gabbriellini sceglie un approccio registico pudico e misurato, rifiutando lo scalpore sensazionalistico o la ricerca di un valore simbolico sulla “Roma marcia”. Il film lavora sui fuoricampo e sui vuoti, lasciando ai margini la figura degli carnefici per concentrarsi quasi esclusivamente sull’universo affettivo della vittima. Con La città dei vivi, il regista firma uno straziante tentativo di rispondere all’orrore indicibile proponendo un controcampo fatto di pura umanità e intimità familiare.

L’estranea (8 ottobre 2026)
- Regia: Paolo Strippoli
- Cast: Jasmine Trinca, Adriano Giannini, Romana Maggiora Vergano, Valeria Bruni Tedeschi
- Genere e durata: thriller / horror, 115 minuti
Dopo i consensi ottenuti con Piove e La valle dei sorrisi, Strippoli conferma la sua maturità tecnica e visiva tornando al cinema di genere con un thriller psicologico dalle venature horror incentrato sulle perversioni e le ipocrisie dei legami familiari.
La narrazione si sviluppa su due piani temporali. Nel 1999, a Bari, i Colonna rappresentano la famiglia benestante e invidiata da tutti: Walter (Adriano Giannini) gestisce una storica sartoria del centro, i figli Alice e Tobia sono avviati al successo, mentre la madre Anna (Jasmine Trinca) nasconde la propria ansia covando il sogno mai realizzato della recitazione. Nel 2026, a Roma, un’Anna provata si presenta alla porta della figlia ventenne (Romana Maggiora Vergano) per raccontarle di un’inquietante presenza, “l’estranea”, che dal lontano Ferragosto del 1999 le ha proposto patti faustiani imponendole scelte aberranti in nome delle apparenze e della reputazione.
Attraverso una regia rigorosa che richiama riferimenti internazionali e colti, da Il sacrificio del cervo sacro a Midsommar, Strippoli firma una metafora spietata sul peso delle aspettative genitoriali e sul male invisibile che si nasconde dietro la facciata delle famiglie perfette.
Je So’ Pazzo (15 ottobre 2026)
- Regia: Nicola Prosatore
- Cast: Nicola Prosatore, Massimiliano Caiazzo
- Genere: biografico / musicale
A metà mese l’attenzione si sposta sul genere biografico con un ritratto intimo e appassionato dedicato a una delle figure più rivoluzionarie e amate della musica italiana: Pino Daniele.
Diretto da Nicola Prosatore, Je So’ Pazzo esplora le luci e le ombre di un’anima artisticamente e umanamente ribelle. Il racconto parte dalle origini e dagli anni complessi vissuti nei vicoli di Napoli per poi snodarsi lungo l’ascesa, la ricerca sonora e il trionfo artistico che hanno trasformato il cantautore partenopeo in un’icona immortale della cultura italiana. Ad affiancare il regista in questo viaggio tra memoria e musica troviamo Massimiliano Caiazzo, destinato a richiamare in sala generazioni differenti di appassionati.

Dio Ride (29 ottobre 2026)
- Regia: Giovanni Veronesi
- Cast: Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Maurizio Lombardi, Francesco Gheghi, Carlo Cecchi
- Genere e durata: commedia drammatica / storico, 114 minuti
Presentato come film di chiusura al Festival del Cinema di Venezia, Dio Ride si presenta come l’opera più ambiziosa, visivamente curata e riuscita nella carriera del regista Giovanni Veronesi, potendo contare su due interpreti d’eccezione come Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando.
La vicenda è ambientata nel Seicento e segue la parabola di Frate Leopoldo da Casamacchia (Favino), un religioso analfabeta che predica il Vangelo in volgare con una gioia contagiosa, raccontando un Dio vicino agli uomini e capace persino di ridere con loro. Il suo messaggio si diffonde rapidamente tra la povera gente, riempiendo le piazze e svuotando le chiese ufficiali. Preoccupato dal clamore, il Papa (Carlo Cecchi) affida il caso al cardinale Maculani (Silvio Orlando), il più temuto inquisitore dell’epoca. Il processo che ne scaturirà si trasformerà tuttavia in un profondo confronto umano e teologico, capace di far vacillare le certezze del cardinale.
Gradioso nell’uso della luce naturale e nell’allestimento delle riprese in esterni nella campagna toscana, il film costruisce un’efficace dicotomia tra la natura aperta dei semplici e la rigidità dei palazzi ecclesiastici, regalando una performance straordinaria di Favino nella resa dei parlati popolari dell’epoca.
Un tranquillo funerale di famiglia (29 ottobre 2026)
- Regia: Massimiliano Bruno
- Cast: Claudia Pandolfi, Pietro Sermonti, Diego Abatantuono, Stefania Sandrelli, Stefano Fresi
- Genere: commedia
A chiudere le novità italiane del mese troviamo la nuova commedia corale firmata da Massimiliano Bruno, che riunisce un ricco cast di volti amatissimi dal grande pubblico.
La trama prende il via nel giorno delle esequie del patriarca della famiglia Mancuso. I due figli Daria (Claudia Pandolfi) e Riccardo (Pietro Sermonti) si ritrovano fianco a fianco per dare l’ultimo saluto al padre, ma l’occasione solenne si trasforma in breve tempo in un teatrino di incomprensioni, colpi di scena ed equivoci grotteschi. Tra segreti riemersi e rancori mai risolti, il film offre un ritratto ironico, divertente e agrodolce sulle fragilità e sulle contraddizioni delle dinamiche familiari contemporanee.
