Il diario della mia libertà racconta la storia di tre fratelli che cercano di lasciarsi alle spalle le loro vite insoddisfacenti, questo drama coreano è presente in streaming sulla piattaforma di Netflix. Si sentono persi e soli, incapaci di coltivare una vita sociale appagante perché vivono così lontani dalla città, ma è evidente che desiderano di più. Solo il tempo dirà se avranno il coraggio di chiederlo. Questo drama poteva avere del potenziale, ma ci sono tanti elementi che lo rendono abbastanza “dimenticabile”.
Il diario della mia libertà parla di tre fratelli
Mi-jeong (Kim Ji-won), Ki-jeong (Lee El) e Chang-hee (Lee Min-ki) sono tre fratelli che lottano per costruirsi una vita che li soddisfi. Mi-jeong è impacciata socialmente ed evita di uscire, socializzando solo quando i colleghi la convincono e sentendosi triste e apatica alla fine di ogni incontro.
Chang-hee è sfortunata in amore e inizia questo episodio con una rottura pubblica e spiacevole, mentre l’amarezza di Ki-jeong nei confronti della vita sembra trasparire in ogni sua reazione. Il fatto che vivano tutti piuttosto lontani dalla città non fa che aggravare le loro difficoltà sociali, e i tre sembrano piuttosto infelici nelle loro vite.
Nel corso dell’episodio pilota, ognuno dei fratelli si chiede come sarebbe la propria vita se le cose fossero diverse: se vivessero in città e non venissero costantemente scaricati perché abitano troppo lontano, se potessero aprirsi all’amore, se la loro situazione finanziaria fosse diversa. Hanno vissuto così da sempre, ma quando li incontriamo, sembra che le cose stiano finalmente per cambiare; questi fratelli hanno dei segreti e potrebbe esserci qualcuno disposto ad aiutarli a dare una svolta alla loro vita e a renderla, per una volta, interessante.

Quali serie ci ricorda?
Il diario della mia Libertà ci ricorda un po’ altri K-Drama come Our Blues, Because This Is My First Life e Misaeng. L’alchimia può decretare il successo o il fallimento di una serie. Che si tratti di un legame romantico, di amicizia o familiare, è assolutamente fondamentale per il successo della maggior parte delle serie.
I fratelli protagonisti di My Liberation Notes, purtroppo, non hanno quasi nessuna alchimia, dando l’impressione di essere un gruppo di attori costretti a recitare insieme in una serie di scene. Questo non significa che la loro dinamica non possa migliorare nei prossimi episodi, ma nell’episodio pilota la loro connessione risulta totalmente piatta.
Unendo questa mancanza di chimica tra i protagonisti a una trama lenta e insapore e a una posta in gioco relativamente bassa, si ottiene qualcosa di totalmente dimenticabile. Sebbene gli attori di My Liberation Notes abbiano del talento, non hanno praticamente modo di esprimerlo, essendo costretti a recitare in maniera abbastanza forzata. Potrebbe esserci del potenziale in My Liberation Notes, ma basandosi solo sull’episodio iniziale, è difficile consigliarla.

Quindi il diario della mia Libertà lo consigliamo o no?
Il nostro consiglio è quello di lasciar perdere, già dal primo episodio si capisce che non ha emozione. Gli attori recitano senza coinvolgimento, la trama è insipida e la serie molto lenta. Un mix letale per chiunque voglia restare sveglio. Nemmeno tre caffè bastano per farmi venire la voglia di continuare a guardarlo, ad un certo punto ho dovuto dropparlo perché era di una noia assoluta.
Non sono la classica persona che molla un drama al primo episodio solo perché non mi ha coinvolto, di solito gli dono più di una possibilità arrivando almeno al terzo episodio. Ecco, la sua lentezza disarmante mi ha davvero annoiata e scocciata. Magari a qualcuno invece è piaciuto, direi che è questione di gusti, ma a mio parere è troppo piatto. Non lo consiglio da aggiungere alla lista, sempre che non abbiate problemi a dormire, potrebbe conciliarvi il sonno.
