The East Palace su Netflix, un K-Drama horror dark fantasy in cui un cacciatore di spiriti e una misteriosa dama di corte si alleano per spezzare una maledizione reale. Ambientata in una versione romanzata della dinastia Joseon in Corea, è una nuova serie K-drama originale Netflix che punta a farsi strada tra la vasta programmazione internazionale della piattaforma. In parte dramma storico, in parte horror fantasy dark, con un pizzico di romanticismo e commedia, questa miniserie segue un irriverente cacciatore di spiriti (Nam Joo-hyuk) costretto a dare la caccia allo spirito vendicativo che sta sterminando la dinastia regnante. Con l’aiuto di una dama di corte (Roh Yoon-seo) in grado di sentire i morti, questo improbabile duo dovrà mettersi in pericolo per conto del Re (Cho Seung-woo).
The East Palace: una piacevole sorpresa
Sua Altezza il Principe Ereditario viene trovato morto all’alba, diventando così il terzo Principe Ereditario del Palazzo Orientale a morire per mano di un persistente e iracondo “spirito dello stagno”. La Regina Madre è sconvolta dalla perdita e implora il Re stoico (Cho Seung-woo) di ricordare un episodio simile accaduto 30 anni prima, in cui persero la vita tutti i Principi Ereditari tranne lui. Mentre il Re nega pubblicamente l’esistenza degli spiriti e giudica la fiducia della Regina Madre in un uomo che si presume sia il miglior sciamano della capitale (Lee Hong Nae), in privato è profondamente turbato.
Determinato a impedire allo spirito dello stagno di uccidere il suo ultimo figlio, il giovane Principe Yeongan (Jo Dan), e di sterminare la stirpe reale, il Re si rivolge al monaco che lo aiutò a risolvere il problema originale 30 anni prima. Sebbene questo monaco sia ormai troppo vecchio e fragile per prestare aiuto, gli offre il suo protetto, il monaco buddista di umili origini Gu-cheon (Nam Joo-hyuk), che possiede la singolare capacità di vedere e uccidere gli spiriti.

Un personaggio con un dono speciale
Gu-cheon non ha rispetto per nessuno, nemmeno per la corona. È pigro, maleducato e avaro nell’uso del suo dono speciale. Si rifiuta di aiutare il Re, finendo per essere rapito, portato al Palazzo Orientale e costretto a scegliere tra liberarsi dello spirito e salvare il Principe Yeongan o morire. Da lì, Gu-cheon si trascina senza sosta per spezzare la maledizione che affligge la stirpe reale, spingendo il Re a inviare la sua figlia illegittima, Saeng-gang (Roh Yoon-seo), con cui non ha più rapporti, a spiarlo e a tenerlo a bada.
Distante dal padre e non considerata un membro della famiglia reale, Saeng-gang è una dama di corte tormentata da misteriosi eventi passati e dalla capacità di sentire i morti. Lei e Gu-cheon si scontrano fin da subito, con la sua impertinenza e insensibilità che contrastano con la compostezza e il senso del dovere di Saeng-gang. Lei desidera sinceramente aiutare a salvare il Principe ereditario, ma con il ragazzo in fin di vita, Saeng-gang deve spingere Gu-cheon ad agire se si vuole avere qualche speranza di fermare lo spirito dello stagno.

Quali serie ci ricorda The East Palace?
Mi ricorda altri K-drama fantasy storici come Alchemy of Souls, Arang and the Magistrate e The Haunted Palace. Alcuni elementi della serie, in particolare l’inquietante “altro mondo” parallelo, le maledizioni mortali e gli spiriti vendicativi da esorcizzare, potrebbero anche richiamare alla mente Stranger Things, Mononoke e il film horror del 2004 The Grudge.
The East Palace ha un inizio promettente. La serie è immediatamente valorizzata da una fotografia così curata che ho pensato sinceramente che la mia vista fosse migliorata, tanto era nitida. Paesaggi meravigliosi fanno da cornice al remoto palazzo reale, contribuendo a costruire un universo unico all’interno della serie, che cattura lo spettatore e lo trasporta in un altro luogo e in un altro tempo, a metà tra fantasia e realtà. Le scenografie sono ben realizzate e i costumi d’epoca sono altrettanto impressionanti, arricchendo e conferendo credibilità all’intero mondo narrativo.
Ho apprezzato gli elementi soprannaturali e il modo in cui sono radicati nelle lotte, nelle malefatte e nelle emozioni umane. I momenti comici erano un po’ sciocchi rispetto ai momenti seri e cupi della serie, quindi le opinioni a riguardo potrebbero essere contrastanti, ma in generale la comicità funge più da pausa dalla tensione che da elemento di disturbo al dramma. Il ritmo era incalzante, catapultandoti subito nell’azione senza risultare prolisso.
