Quanto ci affascinano gli agenti speciali? Tantissimo. Missioni sotto copertura, complotti geopolitici internazionali, azione e spionaggio. A partire da James Bond con il tempo è nato un filone cinematografico ora riportato al mondo delle serie tv che attrae e tiene incollati. Si chiama spy story e oggi vediamo tutte quelle serie tv che hanno preso spunto dal capolavoro di Ian Fleming e sono diventate virali grazie ad interpretazioni di alto livello e storie dalla trama super intrigante.
Il realismo psicologico della guerra fredda in The Americans
Il mito cinematografico di James Bond forse non morirà mai e ci ha abituato a eroi solitari e riconoscibili. Nonostante ciò nel mondo delle serie TV si è andati avanti e si è esplorato la via del realismo e dell’introspezione psicologica. Il picco massimo di questa tendenza è rappresentato dalla serie The Americans. Una serie che è considerata una delle migliori di spionaggio mai realizzate.
Ambientata negli anni 80, durante le fasi finali della guerra fredda, la storia segue la vita quotidiana di una coppia di spie del KGB. I due protagonisti vivono nei sobborghi di Washington fingendosi normali cittadini americani ed è qui che lo spionaggio abbandona i toni glamour dei casinò per mostrare il logorio psicologico della doppia vita.

In questa serie c’è una costante paura di essere scoperti e una fredda brutalità delle operazioni sul campo. Un dramma familiare travestito da thriller geopolitico che va a ridefinire completamente il concetto di lealtà alla patria.
Il gioco del gatto col topo nella modernità di Killing Eve
Se invece state cercando una serie di spionaggio ispirata sempre a James Bond ma con un approccio più fresco e ironico oltre che visivamente coinvolgente, vi proponiamo di vedere Killing Eve.
Questa serie mette in scena uno straordinario duello psicologico e fisico tra un annoiata investigatrice dei servizi di sicurezza britannici e una spietata e al tempo stesso affascinante assassina psicopatica a pagamento.
Il ritmo del girato è serrato e la colonna sonora è magnetica. Qui ritroviamo sicuramente lo stile glamour degli omicidi commessi in giro per l’Europa che creano anche un mix perfetto tra attenzione black humour. L’ossessione reciproca che si sviluppa tra le due protagoniste spezza il cliché del genere offrendo una narrazione dinamica, moderna è assolutamente imprevedibile.
Il cinismo e l’ironia degli agenti scartati in Slow Horses
Concludiamo poi parlandovi di Slow Horses e Homeland. Due serie acclamatissime che hanno portato sul piccolo schermo le dinamiche di spionaggio in maniera brillante e nevrotica.
La prima racconta le storie degli agenti d’Elite delle MI5. Una sezione distaccata dove vengono confinati tutti gli agenti che hanno commesso errori catastrofici missione. I protagonisti sono capitanati da un mentor e cinico, trasandato ma straordinariamente brillante. Quello che viene fuori e che nonostante questi agenti siano considerati di seconda categoria trovano in queste storie nuova fama dovendo risolvere complotti interni e minacce terroristiche reali.

Homeland invece È la serie che ha saputo meglio raccontare le nevrosi e conflitti dell’era post 11 settembre. La trama si concentra sul lavoro degli analisti della CIA e sul labile confine che c’è tra sicurezza nazionale e ossessione personale. Diciamo pure che questo prodotto a recuperato da James Bond quelle che erano le regole del thriller politico e le ha ridefinite completamente.
Ognuna di queste serie vale la pena di essere vista se amate il genere spy story perché rappresentano un’evoluzione stagione dopo stagione di panoramiche spietate e lucide spesso legate a fatti reali che raccontano le guerre invisibili del XXI secolo.
