Pronti al ritorno dell’eroe che non muore mai? Il mondo del cinema si prepara a incrociare nuovamente le spade per il ritorno di una delle saghe più iconiche di sempre. Sta per arrivare nelle sale il nuovo Highlander con l’attore Henry Cavill ad opera del regista Chad Stahelski (ovvero l’ultimo dietro alla realizzazione della saga di successo di John Wick). Un’accoppiata vincente che promette di trasformare il remake in un evento epocale, capace di onorare il cult del 1986 pur traghettandolo verso standard d’azione e di narrazione mai visti prima.
Highlander, Henry Cavill e il ritorno della leggenda
Il protagonista di Highlander è una leggenda. L’ultimo degli immortali che tutto ciò che cerca è essere un uomo come tutti gli altri. Il film originale del 1986 vedeva protagonisti Christopher Lambert e Sean Conney, una coppia che è riuscita a creare un immaginario visivo e sonoro (grazie anche alla colonna sonora dei Queen) che è rimasto impresso nel DNA di ogni appassionato di fantasy.
Questa volta il compito di riportare in auge la leggenda spetterà a Henry Cavill. Torneranno le Highlands scozzesi, il clangore dell’acciaio e la malinconia solitaria che hanno dato vita all’eterno eroe, ma Cavill sarà diverso. La scelta di Henry Cavill per guidare il rilancio di Highlander è stata infatti accolta con entusiasmo quasi unanime. L’attore, noto per la sua dedizione fisica e la sua profonda conoscenza della cultura “nerd”, ha già dimostrato con The Witcher di saper maneggiare spade e ruoli fantasy con una naturalezza rara. Diciamo dunque che è l’uomo perfetto perché non si limiterà come al suo solito ad interpretare un personaggio, ma lo incarnerà fino in fondo.

Per questo remake, la presenza di Cavill garantisce dunque un approccio serio e rispettoso al mito dell’Immortale, lontano dalle derive eccessivamente camp che hanno caratterizzato alcuni dei seguiti originali. Un interprete che ha la capacità di passare dall’azione pura a momenti di intensa introspezione, elementi fondamentali per raccontare la storia di un uomo che vede morire tutti coloro che ama mentre attraversa i secoli. La sua preparazione atletica, unita alla visione coreografica di Stahelski, promette duelli all’arma bianca che ridefiniranno il genere, rendendo ogni scontro un mix di estetica e violenza realistica.
La visione di Chad Stahelski: tra John Wick e la magia scozzese
Se Henry Cavill è il volto, Chad Stahelski è il motore creativo di questo Highlander. Il regista ha dichiarato più volte che il suo obiettivo non è semplicemente rifare il primo film, ma espandere l’universo degli Immortali in modo coerente e spettacolare.
Dopo aver riscritto le regole del cinema action con la “gun-fu” di John Wick, Stahelski è pronto a fare lo stesso con la scherma cinematografica. Ci si aspetta che il remake utilizzi tecniche di ripresa innovative per rendere i combattimenti non solo spettacolari, ma parte integrante della narrazione.
Il nuovo Highlander esplorerà la mitologia dei clan e la natura del “Gathering” (l’Adunanza) con una profondità che il film originale non poteva permettersi per limiti di tempo e budget. La regia di Stahelski punterà a creare un mondo visivamente sbalorditivo, dove il passaggio tra la Scozia del XVI secolo e le metropoli moderne avvenga senza soluzione di continuità, mantenendo alta la tensione e il mistero sulla natura degli Immortali. Il messaggio è chiaro: “ne resterà soltanto uno”, ma lo spettacolo per arrivarci sarà senza precedenti.
Lo chiedevano i fan…
Perché decidere di fare il remake di una storia così amata proprio a distanza di 40 anni? Perché i fan erano in attesa da tempo e quello che serviva a questa storia era solo qualcuno che avesse il coraggio di raccontarla ed interpretarla.
La risposta risiede poi nel potenziale inespresso del franchise. Highlander ha un concetto di base talmente potente da poter essere declinato in infinite sfumature. Con le moderne tecnologie e una scrittura cinematografica più complessa, è possibile dare a Connor MacLeod la dimensione epica che merita. Il remake non vuole cancellare il passato, ma offrire una nuova porta d’ingresso a chi non ha vissuto gli anni ’80, mantenendo viva una storia che parla di destino, amore eterno e sacrificio.
