Jumpers non è un film sui conigli. Piuttosto, sui castori, che camminano più dondolando che saltando, probabilmente a causa del loro baricentro basso. Con un incasso di ben 375 milioni di dollari in tutto il mondo, si è rivelato il film d’animazione originale/non sequel di maggior successo finanziario dello studio dal 2017, anno di uscita di Coco. Daniel Chong, regista di Hoppers (titolo internazionale del film) e membro del team creativo senior della Pixar, si è affidato alla collaudata formula creativa degli animali parlanti. Con una chiara influenza di Avatar, a cui si fa riferimento in modo ammiccante nei dialoghi, è innegabile il suo fascino e le tante risate che suscita.
Jumpers: di cosa parla il nuovo film della Pixar?
Mabel ha uno spirito ribelle che risale alle elementari, quando cercò di liberare tutti gli animali domestici della classe. Notate la parola “cercò”. Fu beccata. Per placare le frustrazioni della ragazza, la nonna di Mabel la portava in un luogo tranquillo nel bosco dietro casa, una graziosa radura dove si sedevano su una roccia e guardavano le rane saltellare, i pesci nuotare, le anatre galleggiare, i cervi vagare, i ragni tessere le loro tele e i castori costruire le loro dighe: una scena idilliaca.
“Qualunque cosa accada”, le diceva la nonna, “avrai sempre la radura”. Beh, ora Mabel ha 19 anni e frequenta l’università. Purtroppo, la nonna è morta. E Mabel si sta gettando in cima a una diga di castori piena di dinamite. Il sindaco Jerry si ricandida per un altro mandato, a quanto pare con il programma di rendere il tragitto casa-lavoro di tutti quattro minuti più veloce costruendo un’autostrada proprio in mezzo all’amata radura di Mabel. Pertanto, Mabel e il sindaco Jerry sono nemici mortali.
Di nuovo, Mabel “ci ha provato”. Gli operai edili l’hanno portata via da lì e hanno fatto saltare in aria la diga. E adesso? Può combattere contro il Comune? Beh, non è il tipo che si arrende. Prova con le petizioni, senza successo. Troppa apatia qui nella pittoresca Beaverton.

Da qui la tecnologia cambia le cose
E ti chiedi se stia contemplando un piccolo atto di terrorismo leggero finché non segue uno strano castoro fuori dal bosco. Lo fa salire su un furgone e lo porta all’Università di Beaverton, dove scopre che i suoi professori hanno inventato la tecnologia del “salto”. Che permette loro di inserire una coscienza umana all’interno di un castoro robot, consentendo così di osservare il comportamento degli animali in modo discreto. E Mabel capisce tutto questo, lascia il laboratorio e guarda tristemente l’autostrada completata, e la sua amata radura ora è percorsa da un traffico a 110 km/h. Così va la vita.
Mabel si impossessa completamente della tecnologia, abitando un piccolo robot castoro nella speranza di farla passare attraverso una scappatoia legale: se nella radura c’è una diga di castori attiva, il sindaco Jerry violerà un’ordinanza e non potrà costruire la strada. Più facile a dirsi che a farsi, ovviamente. Mabel si ingrazia Re Giorgio, il castoro che guida tutti i mammiferi. E anche una schiera di suoi compagni che vanno da un orso gigante a oche, rane e insetti. Incluso Titus, un ragazzino viziato e privilegiato che è il figlio della regina degli insetti. Titus trova una soluzione più diretta al problema: schiacciare il sindaco Jerry. Come intenda farlo non può essere rivelato senza fare spoiler, ma basti dire che si scontra con le proteste non violente di Mabel.

Quali film ci ricorda Jumpers?
In sostanza è un incrocio tra Over the Hedge, The Secret Life e Avatar: The Wild Robot Toy Stories. Forse è insolito che un film Pixar sembri più un seguace che un leader in questo caso; forse non dovremmo preoccuparcene e accontentarci del fatto che Jumpers sia così incredibilmente divertente.
Il film è una commedia ambientalista vivace e molto divertente, che racconta la storia di una giovane donna con una vera convinzione e il desiderio di fare la cosa giusta per le persone e gli animali. È onnipresente la sensazione che si impegni a salvare la radura non solo per preservare il suo angolo di paradiso segreto nella foresta, o per il bene della natura e dell’ecosistema e tutto il resto.
