Ormai è uscito e se ne sono dette tante, ma finalmente l’abbiamo visto e possiamo dire la nostra. Il ritorno di Cime Tempestose, il capolavoro di Emily Bronte, è una pellicola che nasce dalla rilettura ultra aesthetics di Emerald Fennel. Dopo il successo di Saltburn, la regista britannica sceglie di riportare in vita l’amore tossico e ancestrale tra Heathcliff e Catherine, affidando i ruoli principali a Jacob Elordi e Margot Robbie. Non si tratta di una trasposizione classica in costume, ma di un’opera che trasuda una tensione quasi moderna, dove la brughiera dello Yorkshire diventa un personaggio vivo, selvaggio e crudele, capace di riflettere l’oscurità dei desideri umani.
Jacob Elordi e Margot Robbie: Un’Alchimia Distruttiva
La scelta del cast di Cime Tempestose ha inizialmente diviso la critica, ma la visione del film fuga ogni dubbio. L’alchimia tra Jacob Elordi e Margot Robbie è il vero motore pulsante della pellicola. Un’alchimia che ha permesso anche una promozione del film a livello internazionale che mancava dai tempi di Richard Gere e Julia Roberts in Pretty Woman.
Elordi interpreta un Heathcliff imponente e tormentato, capace di incarnare perfettamente quella “brutalità silenziosa” che lo rende un antieroe senza tempo. Dall’altra parte, Margot Robbie regala una Catherine Earnshaw vibrante e imprevedibile, distaccandosi dall’immagine eterea delle precedenti versioni per abbracciare una natura più capricciosa e, a tratti, ferina.

Il legame dei due protagonisti non viene raccontato come una semplice storia d’amore, ma come una collisione cosmica, un destino ineluttabile che trascende la morte e la morale sociale.
L’Estetica di Emerald Fennell: Un Gotico Contemporaneo
Emerald Fennell conferma come regista la sua cifra stilistica unica, trasformando il gotico ottocentesco in un’esperienza visiva quasi lisergica.
Mentre la fotografia gioca su contrasti violenti, grigi plumbei ed esplosioni di luce (opera di Wuthering Heights e Thrushcross Grange), la regia si sofferma su dettagli macroscopici, dalla terra sotto le unghie al respiro pesante nella nebbia, fino al fruscio degli abiti pesanti. Il film è un’esperienza estremamente tattile.

La bravura della Fennell sta nel non temere di mostrare la sgradevolezza del dolore e della vendetta, trasformando il fango e la pioggia inglese in elementi di una bellezza decadente e ipnotica.
Una Colonna Sonora tra Passato e Futuro
Altro elemento che distingue nettamente questo adattamento di Cime Tempestose dalle versioni precedenti è la sua colonna sonora. Abbandonando i canoni tradizionali dei film d’epoca, la produzione ha optato infatti per una partitura che mescola archi classici a sonorità elettroniche distorte, sottolineando la natura atemporale dell’ossessione di Heathcliff.
Una scelta audace che contribuisce a rendere la pellicola accessibile anche a un pubblico più giovane, trasformando un classico della letteratura in un “dark drama” che parla il linguaggio del 2026, pur restando fedele alla ferocia emotiva del testo originale di Emily Brontë.
Perché Vedere Cime Tempestose (se ancora non lo avete visto?)
Quindi se non lo avete visto appena possibile recuperatelo, ma prima cercatevi in streaming la versione del 1992 con Ralph Finnes e Juliette Binoches, in modo da poter fare un confronto.
Questo nuovo Cime Tempestose è un film che non cerca il consenso facile, ma punta a scuotere lo spettatore. Emerald Fennell ha compreso che l’opera della Brontë non è una favola romantica, ma un trattato sulla natura selvaggia dell’anima.
Grazie alle interpretazioni magistrali di Jacob Elordi e Margot Robbie, il film riesce a restituire quella sensazione di pericolo e vertigine che solo i grandi classici sanno offrire. È una recensione della vita stessa, dei suoi lati più oscuri e dei suoi legami indissolubili, confermandosi come uno dei titoli visivamente più potenti e narrativamente audaci di questa stagione cinematografica.
